ITALIA
Partigiane sempre
Un 25 aprile di resistenza – con le staffette solidali a distribuire beni di prime necessità anche oggi, omaggi alle targhe della Resistenza e striscioni e canzoni dai balconi – ricordando le storie dimenticate delle partigiane
Le polemiche si sono rincorse anche questo 25 aprile: una festa divisiva e non fondativa, una festa che non unisce ma separa, una festa scomoda perchè spiega come questo paese sia sempre stato attraversato da profondi conflitti. La storia stessa delle celebrazioni del 25 aprile ci ricorda come la memoria sia un esercizio collettivo. Questa festa è, infatti, sotto attacco dagli anni del primo governo Berlusconi, e lo sforzo di tenerla viva l’ha anche trasformata nel corso del tempo. Ricercatori, musicisti, gruppi antifascisti, collettivi femministi, centri sociali hanno costruito archivi di memoria e celebrazioni condivise che hanno dato nuova vita al 25 aprile. In questi ultimi anni sono state organizzate nuove manifestazioni di quartiere, camminate del ricordo, un grande lavoro di archivio e di scrittura della storia orale dei ricordi dei partigiani.
In questo mosaico di storie che hanno intessuto la resistenza al nazifascismo, raccolte in maniera polifona nel corso degli ultimi venti anni, è finalmente riuscito a emergere anche il ruolo dimenticato delle partigiane. Secondo i numeri ufficiali dell’Anpi: «Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, e 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna. 4653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2750 vennero deportate in Germania, 2812 fucilate o impiccate. 1070 caddero in combattimento, 19 vennero, nel dopoguerra, decorate di Medaglia d’oro al valor militare». Finita la guerra alle donne è stato richiesto di tornare a casa a fare figli come contributo per la ricostruzione del paese e le loro storie di lotta sono rimaste lì tra le mure di casa, e non hanno costituito le fondamenta istituzionali dell’Italia del secondo dopoguerra.
Ancora oggi ricordare le partigiane sembra un contributo minoritario all’interno della grande resistenza antifascista, un esercizio delle donne per le donne, che rischia di dividere un fronte già troppo compromesso. Al contrario, le storie delle partigiane ci ricordano la doppia battaglia che molte donne hanno dovuto combattere contro i fascisti e contro un sistema sociale e familiare che le avrebbe volute a casa ad aspettare. Una battaglia contro le stesse organizzazioni della resistenza, tra cui il partito comunista, che il 25 aprile del 1945 non le voleva in piazza a marciare con le brigate partigiane di cui avevano fatto parte, come racconta Lina Menapace in una sua intervista.
In questo 25 aprile, che non potrà essere celebrato tra le strade e nelle piazze, le pagine social di Non Una di Meno risuonano di storie combattenti. A partire dalla bellissima raccolta curata da Non Una Di Meno Milano nel 2018 di 32 biografie di partigiane milanesi. «Abbiamo voluto ricordare e rendere viva la memoria di tutte le donne che hanno fatto la Resistenza, donne che hanno lottato non solo contro il fascismo, ma contro il sessismo e il maschilismo di cui quell’epoca era intrisa e quindi da considerare doppiamente guerriere».
Non Una Di Meno Roma ha pubblicato una pillola del progetto Fuori Classe sulle partigiane romane raccontate da Rosa Mordenti. «Abbiamo perciò deciso di celebrare e ricordare la storia della Resistenza attraverso le parole di tre donne partigiane, protagoniste delle Resistenza romana (…) splendide storie di coraggio e lotta per la libertà».
In questi giorni è anche possibile vedere gratuitamente sulla piattaforma Distribuzioni dal Basso il documentario Bandite della regista Alessia Proietti dedicato «all’esperienza delle donne che dal 1943 al 1945 hanno combattuto nelle formazioni partigiane, rivoluzionando il ruolo assegnato loro dal patriarcato e divenendo protagoniste della storia».
Le storie di queste partigiane ci ricordano come l’antifascismo abbia bisogno del femminismo e come ogni femminismo debba essere antifascista.
Buon 25 aprile!
In copertina: Staffette bellunesi festeggiano la Liberazione maggio 19 45