ITALIA

Laboratorio Politico Iskra

Terremoto ai Campi Flegrei: non vogliamo contare i morti

In un territorio caratterizzato da bradisismo non si è fatto mai nulla per mettere in sicurezza le persone che vi abitano. Le forti scosse degli ultimi giorni hanno spinto la popolazione alla mobilitazione per ottenere un intervento straordinario del Governo per la messa in sicurezza di tutto il territorio Flegreo e soluzioni dignitose per chi deve lasciare le proprie case

Il 13 marzo il terremoto più forte mai registrato nell’area ha scosso la terra dei Campi Flegrei. Era successo anche un mese prima quando due scosse di minore forza avevano fatto tremare le case. Parliamo dei   “campi ardenti” attivi da più di 80mila anni, che periodicamente sono interessati da crisi bradisismiche caratterizzate da intensa sismicità, causa dei gravi danni agli edifici e da un costante sollevamento del suolo, al momento ancora in atto.

Nell’area vulcanica dei Campi Flegrei, estesa per 100 chilometri quadrati, vivono un milione e mezzo di persone e di queste 500mila sono esposte al rischio più alto.

In quest’area si è costruito molto fin dai primi anni del Novecento, un’immensa espansione a seguito della costruzione dei poli industriali, caratterizzata da speculazione immobiliare e abusivismo edilizio, con abitazioni a basso costo e sfruttamento di lavoro in nero. Il più alto numero di edifici si è concentrato nei comuni di Pozzuoli, Bagnoli e Bacoli che sono infatti le zone più urbanizzate nell’area.

La zona di cui parliamo interessa l’ex-area industriale di Bagnoli, della cui bonifica si parla da trent’anni. Il mare della baia di Pozzuoli e la costa sono stati promessi a chi vive in quei luoghi, ma i lavori per il loro recupero non sono mai partiti.  Il programma di bonifica ambientale e rigenerazione urbana è stato affidato a INVITALIA.

Dal sito scopriamo la loro ragione sociale: «Favorisce la creazione, lo sviluppo e il rilancio delle imprese, attraverso la gestione dei principali incentivi nazionali, e contribuisce all’attrazione di investimenti esteri». E parlando di Bagnoli specificano che  «La fabbrica ha oggi lasciato un vuoto che diventa potenzialità per il disegno del nuovo paesaggio e la valorizzazione degli elementi paesaggistici conservati. La progettazione dei nuovi insediamenti dovrà, ad esempio, tener conto dell’eccezionale contesto paesaggistico dell’area di Bagnoli e della possibilità dei futuri abitanti, lavoratori e fruitori di goderne. Andrà pertanto studiata la possibilità che agli edifici siano garantiti l’affaccio verso il mare, il parco e le emergenze morfologiche».

Si pensa quindi di costruire ancora per attirare “investimenti stranieri” mentre si lasciano in stato precario le abitazioni che già esistono.

I comitati attivi della zona chiedono il blocco immediato della speculazione prevista dai piani urbanistici e rivendicano il risanamento ambientale di tutta l’area industriale, il ripristino della balneabilità del mare e la destinazione d’uso pubblico del litorale.

La notte dopo il terremoto è stata vissuta nel caos più totale e in preda alla paura. «Gli abitanti sono rimasti fuori dalle proprie case, senza che fossero messe in campo misure di sicurezza programmate», ci dice Dario dell’Assemblea Popolare dei Campi Flegrei. «Migliaia di persone nel cuore della notte si sono ritrovate sotto una pioggia battente in balia degli eventi, con a disposizione solo una tenda e qualche cassa d’acqua fornite dalla Protezione Civile».

Sono state le realtà sociali presenti nel territorio, Laboratorio Politico Iskra, Villa Medusa, Lido Pola, insieme alle persone che lì abitano, riunite nell’Assemblea Popolare dei Campi Flegrei, a ottenere l’apertura dell’ex-base Nato per realizzare un punto fisso di ristoro e accoglienza. Di fronte a eventi del tutto prevedibili in quell’area, è inconcepibile che non ci fosse un piano preventivo per fornire risposte adeguate, lasciando da sole le persone con la loro paura.

Cosa potrebbe succedere se si verificasse un’altra scossa mentre è in corso una partita con 50mila spettatori allo stadio Maradona? Sono previsti piani di fuga? Oppure il traffico veicolare su via Diocleziano renderebbe impossibile allontanarsi dalla zona? Un quartiere senza vie di fuga!

Continua Dario: «Sono 400 le persone sfollate per le quali sono stati messi a disposizione alcuni posti letto notturni, ma sono molte di più quelle che hanno paura che la loro casa sia lesionata e vedono solo incertezza per il loro futuro».

La mobilitazione nel territorio ha visto presidi, assemblee, l’occupazione della X municipalità, cortei a Bagnoli, l’incontro con il Sindaco e il Prefetto del 17 marzo, durante il quale sono state ribadite le richieste approvate dall’assemblea: messa in sicurezza degli edifici, soluzioni dignitose per gli sfollati, attrezzatura di aree di accoglienza oltre che nell’area ex Nato all’interno di Mostra d’oltremare o delle aree sicure dell’ex Italsider, stop a fitti e mutui, e non solo.

«Sulla verifica degli edifici è necessario un intervento straordinario, con un piano specifico per i Campi Flegrei, con l’intervento diretto da parte del governo anche in deroga alle leggi vigenti, che permetta un censimento e una messa in sicurezza a tappeto degli edifici pubblici e privati», ci dice ancora Dario.

L’annuncio della manifestazione della Lega, con la presenza di Salvini, Piantedosi e Valditara a Città della Scienza per il 21 marzo, per parlare di “sicurezza e legalità” è apparsa come una vera e propria provocazione e in corteo le e gli abitanti hanno tentato di raggiungere il luogo dell’incontro, per consegnare ai ministri  un documento con le rivendicazioni per affrontare l’emergenza. «Volevamo portare simbolicamente cuscini delle notti insonni e qualche uova per dire che la vera frittata la sta facendo non solo il bradisismo ma chi non sta garantendo attività concrete di prevenzione e a garanzia della vera sicurezza di cui abbiamo bisogno».

La polizia ha impedito al corteo di arrivare a qualche centinaia di metri da Città della Scienza producendo cariche e momenti di tensione, ma la mobilitazione ha ottenuto un primo risultato importante: giovedì 27 marzo alle 11,30, una delegazione dell’Assemblea Popolare dei Campi Flegrei sarà a Roma per essere ricevuta a Palazzo Chigi per un incontro con i rappresentanti del Governo.

Scrivono nel comunicato: «La convocazione è il risultato di settimane di mobilitazione da parte della comunità locale, che ha portato avanti una serie di richieste urgenti per far fronte alle difficoltà che gli abitanti stanno vivendo a causa degli sfollamenti e delle problematiche territoriali. Ribadiamo in sintesi le nostre rivendicazioni a partire da una legge speciale ad hoc per i Campi Flegrei che possa finanziare la messa in sicurezza di tutto il territorio flegreo a carico dello Stato, la creazione di hotspot e luoghi davvero attrezzati per poter accogliere le persone durante e dopo le scosse, sostegni economici per chi ha perso o sta perdendo il lavoro, soluzioni dignitose per chi è sfollato e falsamente allontanato volontariamente». Ai Campi Flegrei il terreno continua ad alzarsi, come la lotta per ottenere di vivere finalmente in sicurezza.

L’immagine di copertina è di Laboratorio Politico Iskra

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